Luna arrivò che aveva poco meno di 2 anni. Minuta e agile, con la criniera decorata da tante trecce. Il giorno del suo arrivo, a sera, scendemmo per darle l’ultimo saluto prima della notte. Era una notte di luna piena e la luce argentea rifletteva sul suo manto bianco. Sembrava un animale mitologico, uscito dai boschi per brucare l’erba della radura…….il nome venne da sé.
Nei mesi successivi provai a farla girare con la corda e ad appoggiarvi sopra mia figlia Anna, la più grande. Era doma e di indole docile. E’ stata il mio primo animale. Ora pascola libera in un recinto ampio, mangiando a sazietà e …. ingrassando.
Pur essendo di stazza piccola (altezza al garrese 1 metro) è molto veloce e vivace. Le mie figlie hanno imparato a montarla senza sella, girando alla corda e al trotto. Per farla cavalcare liberamente bisogna avere un po’ di esperienza.

Per un anno ha condiviso il pascolo con due capre, ma poi ho dovuto liberarmene per i continui sconfinamenti. Le capre sono belle ma dure!!!! Riescono ad arrivare a mangiare in posti impensabili e, naturalmente, a fare danni imprevedibili.
Ora la cavalla, Luna, è rimasta sola. Avrebbe bisogno di un maschietto, fiero e bello. Magari un Welsh pony (i fantastici pony del Galles) …..ma non ho mai avuto il tempo di pensare anche a questo. Probabilmente soffre un po’ di solitudine, ma ho intenzione di rimediare con l’arrivo di altre pecore e unendo i recinti.